Edizione 2023
conferito a NATALI SHAHEEN
La quinta edizione del Premio “Sport e diritti umani” è stata vinta dalla calciatrice e attivista palestinese Natali Shaheen, ex capitana della nazionale di calcio della Palestina e attualmente giocatrice in Sardegna.
In occasione della cerimonia di premiazione di quest’anno, è stato conferito un riconoscimento speciale a Gary Lineker, calciatore inglese, Scarpa d’oro ai Mondiali del 1986 e presentatore televisivo di calcio di fama mondiale, per il suo costante impegno nel promuovere i diritti umani attraverso la sua attività di commentatore sportivo e con iniziative come la partecipazione alla campagna ‘Football Welcomes‘, che sostiene i rifugiati e i richiedenti asilo tramite il calcio e favorisce l’inclusione sociale.
La giuria ha assegnato di comune accordo il premio Sport e diritti umani a Shaheen per la sua determinazione e il suo impegno nella difesa dei diritti umani e del diritto allo sport, che dovrebbe essere accessibile a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche, sociali e di genere.
“In un sistema in cui la percezione e il giudizio sul calcio femminile stanno sicuramente cambiando, ma con ancora molti gli ostacoli da superare, Natali Shaheen si fa portavoce di un approccio allo sport privo di discriminazioni.” – ha commentato Riccardo Cucchi – “Con un interessante confronto tra calcio femminile palestinese e italiano, Natali fa luce sulle evidenti difficoltà che le calciatrici devono affrontare quotidianamente; tramite il racconto della sua esperienza personale ha voluto incoraggiare tutte le donne a non smettere mai di credere in loro stesse e non perdano la fiducia”.
Natali Shaheen ha pubblicato nel 2022 il libro “Un calcio ai pregiudizi”, basato sulla sua tesi di laurea, che mostra le difficoltà economiche, culturali e politiche che le donne palestinesi devono affrontare per giocare a calcio. Nel libro, Shaheen ha raccolto testimonianze di calciatrici italiane e palestinesi per evidenziare le discriminazioni di genere e i pregiudizi che persistono sul campo e nella vita quotidiana. Ha anche sostenuto vari progetti dell’Associazione Ponti non Muri per creare un ponte tra la Sardegna e la Palestina attraverso la cultura e lo sport. Natali ha donato i ricavi del suo libro all’Associazione per finanziare incontri educativi e allenamenti di calcio per ragazze e giovani donne in Palestina e in Sardegna, con l’obiettivo di promuovere il calcio femminile e l’empowerment delle ragazze e delle donne in comunità marginalizzate.
“Sono rimasta senza parole quando ho ricevuto la telefonata che annunciava l’assegnazione del premio. Non riuscivo a credere alle mie orecchie, non me lo sarei mai aspettato. Sono estremamente grata per questo riconoscimento, che dedico a coloro che mi hanno aiutato e che hanno sempre creduto in me, e continuano a farlo anche oggi. Sono onorata di ricevere questo magnifico e significativo premio”, ha commentato Natali Shaheen
